LA FILOSOFIA DEL SEMPLICE

Sono profondamente convinto di un concetto, semplice è bello. 

Lo Zen, ovvero la selezione, può essere applicato sia nella vita che in tutto. 

Parto ad esempio con lo spiegare quanto piatti complessi siano si buoni ma carichi, ricchi di particolari e spesso noiosi.  Piatti semplici, come un semplicissimo filetto al pepe verde, raccoglie al suo interno quella che io definisco la “complessità del semplice”. Questo può essere illustrato richiamando come esempio piatti come là cotoletta, perché una fettina di maiale impanata e fritta è così buona? Perché richiama in molti di noi ricordi ed emozioni? Per il semplice motivo che essendo così semplice raggiunge il suo scopo, nutrire piacevolmente. 

Intendiamoci non ripudio piatti complessi, spesso sono una sorta di opera d’arte che però bella o non bella richiede un’interpretazione e proprio come tale questa è relativa. La cosa bella dei piatti semplici è anche la loro non interpretabilita’ , essi in quanto semplici sono assoluti. 

 

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